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Motivazione ed obiettivi: cosa spinge a dare il massimo

 

La motivazione al lavoro può essere vista come uno degli aspetti fondamentali per raggiungere un certo equilibrio nel campo professionale: essa è infatti strettamente legata alla passione, vista come un intenso coinvolgimento ed interesse verso una determinata attività. Ciò è importante non solo dal punto di vista lavorativo ma in generale sotto ogni profilo umano: è la motivazione ciò che spinge una coppia a formarsi, a far nascere una famiglia, ad avere dei figli, ed è sempre la motivazione ciò che induce a fare dei sacrifici per mantenere la famiglia unita anche di fronte alle difficoltà.
Sarebbe quindi erroneo ritenere che la motivazione sia un fattore applicabile solo al contesto lavorativo: uno studente universitario che non sia spinto da reale interesse per le materie che studia non otterrà gli stessi risultati di uno studente che abbia scelto il proprio indirizzo di studi ed il cui percorso sia quindi il risultato di un naturale coinvolgimento anche emozionale.
Ciò significa che l’uomo si muove ed agisce sempre per raggiungere gli obiettivi che più gli stanno a cuore.
Ma quali sono questi obiettivi in grado di stimolare una persona al lavoro, all’impegno ed al sacrificio?
Prima di tutto, la ricerca di una certa specializzazione, e, con essa, di una realizzazione personale: per molte persone è determinante dal punto di vista della soddisfazione personale e dell’amor proprio il fatto di esser considerati “importanti” ed in un certo senso “indispensabili” per via della propria conoscenza ed esperienza in una data materia. Ciò può spingere un individuo a dare sempre il massimo e ad affrontare anche diversi sacrifici per raggiungere l’obiettivo della “notorietà” dal punto di vista della condivisione delle conoscenze.
Inoltre, ci sono delle persone per cui è importante esprimere la propria creatività: per quanto risulti impossibile, anche in un contesto lavorativo ciò è possibile. Avere la possibilità di esprimere la propria creatività, realizzando nuovi prodotti o diverse strategie utili alla propria azienda ed ottenerne il giusto riconoscimento è un buon punto a favore del risultato in fatto di impegno e sacrificio.
Molti individui, invece, sono motivati al lavoro dall’esigenza di rendersi utili agli altri: è decisamente un atteggiamento, per così dire, “di nicchia”, ma per queste persone la gratificazione che deriva dall’essersi resi disponibili all’aiuto è già di per sé un valido riconoscimento che non ha prezzo, se non quello di sentirsi indispensabili e realizzati.
Queste persone, con molta probabilità, saranno anche animate da una certa predisposizione e pazienza nel risolvere i problemi, anche più difficili o non di propria diretta competenza: il fatto di mettersi in gioco, di superare i propri limiti, e di dimostrare una propria reale capacità nel gestire i problemi appaga moltissimo questo genere di individui, che sicuramente faranno parte di un contesto lavorativo di tipo tecnico. E’ tipico infatti delle persone “razionali” o che svolgono un lavoro in ambito tecnico rimanere anche per delle ore di fronte ad un problema per trovarne una soluzione o una possibile via d’uscita.
Un’altra motivazione che può spingere un individuo alla ricerca del lavoro è quella di riuscire a trasferire con una certa facilità e sicurezza le proprie conoscenze agli altri: questo atteggiamento è tipico, ad esempio, in chi svolge una mansione che abbia a che fare con la formazione e l’insegnamento, ed è collegabile alla prima motivazione che abbiamo elencato.
Poiché, come abbiamo chiarito, la motivazione al lavoro è un fattore totalmente personale e soggettivo, è importante che ognuno di noi scelga, nel limite delle offerte lavorative in atto, il contesto lavorativo nel quale si troverebbe più a suo agio. Questa è una scelta non del tutto semplice, come erroneamente potremmo pensare, in quanto è spesso limitata dalla reale offerta del mercato del lavoro, ma ciò non deve scoraggiarci ma spingerci tuttavia a pensare che la prima motivazione al lavoro – e che deve coinvolgere tutti – è proprio la passione per esso.
Svolgere mansioni non significative per i nostri gusti ed interessi, infatti, non farebbe che aumentare l’insofferenza e spingerci a rimanere degli automi che svolgono meccanicamente le proprie mansioni non ricavandone alcuna soddisfazione personale e non mostrandosi indispensabili per gli altri.

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