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Su Internet il mercato del futuro

 

Con infocommerce si definisce l'acquisizione di informazioni online prima di procedere a un acquisto. Gli utenti cercano schede prodotto dettagliate, possibilità di confrontare i prezzi e i modelli oppure i consigli di altri clienti. All'infocommerce si ricorre per i prodotti più diversi: dai cellulari alle automobili. Di solito poi l'acquisto viene effettuato offline, ma la novità sta nella nuova modalità di informarsi per trovare il modello giusto, al prezzo più conveniente, con il parere favorevole di altri acquirenti.
I dati sul mercato italiano dell'ICT contenuti nel Rapporto Assinform, relativi al primo semestre 2007, mettono in evidenza una nota positiva: l'1,7% in più speso dal Paese in Information Technology. Tuttavia le imprese italiane sono ancora orientate su un uso dell'IT circoscritto a funzioni interne all'azienda: razionalizzazione dei processi, guadagni di efficienza e risparmi sui costi. Le stime per il 2007 indicano che le vendite al dettaglio nel mondo, sul canale dell'ecommerce, supereranno i 300 miliardi di euro, ma il made in Italy, con una presenza troppo limitata, non riuscirà a mantenere le proprie quote di mercato all'aumentare dei commerci mondiali.
Anche secondo Netcomm, Consorzio del Commercio Elettronico Italiano, il divario rispetto agli altri Paesi è dovuto alla scarsa offerta da parte delle aziende: il 50% del fatturato di ecommerce è sviluppato dalle "Dot.com", iniziative imprenditoriali che sono nate solo online. Sono ancora poche le imprese italiane che investono nella multicanalità sfruttando la potenza del canale online. Generalmente, la reticenza è legata alla paura di penalizzare le reti di distribuzione abituali.
Da parte del consumatore, l'infocommerce è diventato un'abitudine per gran parte degli internauti, che comunque non si fidano abbastanza della sicurezza in rete e della qualità della logistica, per fare acquisti online. Come confermano i dati Nielsen del primo semestre 2007, il 36% dei navigatori italiani ha frequentato un sito di ecommerce, ma solo il 22% ha acquistato qualcosa. In Gran Bretagna, al 55% dei visitatori corrisponde il 52% degli acquirenti, in Francia e Germania la differenza tra visitatori e acquirenti è inferiore al 10%.
In Italia, il Web rappresenta la fonte primaria di informazioni per gli acquisti nei settori del turismo e della tecnologia, ma all'infocommerce ci si rivolge per ogni genere di prodotto o servizio.

Fonte Pmi.it

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